Archive for ottobre, 2009

Ciao a tutti

mercoledì, ottobre 14th, 2009

Ciao a tutti,
come vedete abbiamo appena inaugurato questo blog e non abbiamo ancora deciso bene che direzione prendere… Si tratta per lo più di rompere il ghiaccio, probabilmente, e quindi provo a buttare giù qualche riga a metà tra la vita di gruppo e le considerazioni più personali.
In questi giorni stiamo remixando. Abbiamo quasi completato il lavoro su Illuminated Faces e ora stiamo impostando quello su Jatun. Il rischio è di vivere un po’ pigramente questi impegni, finendo per vederli come deviazioni rispetto al lavoro principale sul proprio materiale, ma a me personalmente interessa molto come tipo di esercizio: mi permette di provare nuove tecniche e nuove soluzioni senza il peso della creazione melodica di fondo che ben può recuperarsi dall’originale. Non sempre, certo, i risultati sono memorabili, ma in questi anni di cosa interessanti ne sono venute fuori e altre stanno nascendo (a breve dovremmo cominciare a lavorare anche con Piano Magic e Bitcrush, credo). Potete leggere nella pagine della discografia l’elenco completo dei lavori passati; mi piacerebbe un giorno che si riuscisse a pubblicare un disco a mo’ di raccolta, penso che potrebbe essere interessante per un fan dei port.-royal.
Stanno arrivando un sacco di recensioni del nuovo disco. Come è fortunatamente sempre successo finora veniamo accolti molto bene e questo non può che fare piacere; ringraziamo quindi tutti quanti ci stanno supportando. Non mancano mai voci un po’ critiche, e ci mancherebbe. La premessa è che in questo campo chiunque la pensa come vuole. In questi giorni però stiamo discutendo tra di noi di un aspetto particolare, che a volte capita di ritrovare tra i vari commenti: Flares, il post-rock, i tempi cambiati. Ci chiediamo in effetti se siamo mai stati un gruppo di post-rock, intendendo con questa non-categoria, in senso minimo, il rock strumentale à la Mogwai per intendersi. Qualche anno fa un recensore paragonava il nostro ATD agli Explosions In The Sky…
Young Team è stato di certo l’album che, più di ogni altro, ci ha spinto a iniziare questa avventura; ma la nostra proposta pensiamo sia sempre stata fondamentalmente un’altra, sin dai tempi del Kraken ep: altro lo stile, la pasta sonora, per così dire; altro il significato che ci è sempre piaciuto vedere nella nostra musica.
Per approssimazione e sinteticamente, mi viene da dire che il migliore post-rock negli anni novanta abbia rappresentato un’operazione al tempo stesso concettuale ed emotiva: la reiterazione e l’esplosione; il nichilismo di un adolescente un po’ esistenzialista e l’amore che non si può non provare. Da parte nostra, invece, si è cercato di maturare una visione più immanente, per così dire. Vuoi per contingenze materiali, vuoi per predisposizione di fondo, quello che abbiamo provato a fare in questi anni è stato di produrre musica che potesse avvicinarsi a un’idea di vita originaria (un obiettivo da poco, non c’è che dire!): attraverso la fluidità/vischiosità del suono, la stratificazione delle tracce, la complessità e il minimalismo, il continuo mutare di strutture e linee melodiche malinconiche in un disegno sempre uguale, l’accavallarsi dei generi, abbiamo provato a immergerci nell’idea del mistero. La convivenza del caso e del pensiero; molecole, spazi, energie, sentimenti, amore, noia, l’eterno; chimica/biologia/fisica, da un lato, uomo/società/cultura dall’altro. L’ebbrezza e la disperazione che si prova a pensare a tutto ciò; e poi ad osservarci agire dal di fuori, quotidianamente.

Dischi comprati questo mese:
Independency – Bark Psychosis
Moderat – Moderat
Moth/Wolf Cub – Burial/Fourtet
Film:
Gran Torino – Clint Eastwood
Mille miglia lontano – Zhang Yimou
L’artista – Mariano Cohn, Gastón Duprat
District 9 – Neill Blomkamp
Canzone da canticchiare:
Roche- Sebastien Tellier

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